Goji nutraceutico: tiriamo le somme

Era solo il 9 maggio quando si è tenuta la conferenza “Bacche di goji: l’elisir di lunga vita ora è 100% italiano”, al ristorante Mudec di Enrico Bartolini, Milano.
E ora che c’è stata, è giunto il momento di tirare le somme: cosa ha scoperto l’Università di Perugia sulle nostre fantastiche bacche di goji?

Il goji nutraceutico italiano, il migliore di tutti

Per poter definire una volta per tutte se il goji è considerabile come alimento nutraceutico e funzionale (ovvero che contribuisce a mantenere il nostro stato di salute e allontanare alcuni rischi di malattia), l’Università degli studi di Perugia ha eseguito un’attenta analisi chimico-alimentare e biologica sulle bacche della nostra azienda, Favella.

Da questo studi si è scoperto che i carotenoidi, tipo particolare di molecole note per le proprietà benefiche che portano al nostro organismo, si trovano in maggior quantitativo nelle nostre bacche di goji rispetto a quelle asiatiche. Ma cosa fanno di specifico queste molecole?

Secondo molti studi questo tipo di molecole hanno un forte potere antiossidante, antiproliferativo e antiaging, soprattutto nella loro forma isomerica della zeaxantina a cui sono attribuite molte importati proprietà benefiche da un punto di vista biologico e farmacologico.

Grazie ad approfonditi studi condotti in vitro si è visto come la zeaxantina dipalmitato sia presente in alta concentrazione nelle bacche di goji nutraceutiche coltivate da Favella, e che questa esercita rilevanti attività biologiche di interesse per la salute umana tra cui la potenzialità antiproliferativa (in linee tumorali sia murine che umane) e antiinfiammatoria.

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